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Equal pay day 2015

1 novembre 2015


Il 2 novembre 2015 le lavoratrici europee smetteranno di essere pagate, mentre i loro colleghi uomini continueranno a percepire stipendi fino al 31 dicembre. I calcoli sono della Commissione europea che ha studiato gli stipendi orari medi nei Paesi dell'Unione: la differenza tra le retribuzioni delle donne e degli uomini è del 16,3%. 59 giorni "gratis" quindi. E in quasi dieci anni, dal 2006, i miglioramenti sono stati minimi rispetto al 17,7% di allora. Per l'Italia il 'gap' di salario è molto più basso della media europea, fermandosi al 7,3%.

"La differenza di stipendi è già ingiusta, ingiustificata e inaccettabile e nel lungo termine si trasforma in un gap pensionistico ancora più significativo, con le pensionate che prendono il 39% in meno degli uomini", hanno commentato i commissari Marianne Thyssen (Occupazione, Affari sociali, Competenze e Mobilità dei lavoratori) e Vera Jourova (Giustizia).

Secondo i risultati di una consultazione pubblica lanciata lo scorso giugno, un europeo su tre ritiene che, tra le ineguaglianze uomo-donna, quella sugli stipendi sia la prima da affrontare con urgenza. Tra i motivi di questa differenza, secondo l'Unione europea c'è il fatto che le posizioni manageriali sono occupate soprattutto da uomini, che quindi godono di maggiori promozioni e paghe migliori. Solo il 3% degli amministratori delegati è donna. Inoltre, le donne impiegano più tempo in attività non retribuite come la cura della casa, dei bambini e degli anziani, sottraendo tempo al lavoro, e sono quindi quelle che tendono maggiormente a interrompere la propria carriera, con un impatto significativo sulla loro vita lavorativa futura.