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Emblema della Repubblica Italiana

Presidenza del Consiglio dei Ministri

DIPARTIMENTO PER LE PARI OPPORTUNITÀ

Rete per le Pari Opportunità

Testata registrata - n. 73/2008 del 26/02/08

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Numero 1: Conciliare vita e lavoro

16 dicembre 2011

Il Dipartimento per le Pari Opportunità (DPO) da anni lavora per risanare il difficile scenario della conciliazione tra vita e lavoro. I suoi numerosi interventi finanziati dai fondi europei (nota 1) si affiancano a quelli che conduce nell'ambito della recente Intesa sulla conciliazione del 2010 tra Governo, Regioni, Province Autonome ed Enti Locali nell'ambito di Italia 2020 (nota 2).

In linea con le indicazioni dell'ultimo Consiglio dell'Unione Europea su conciliazione lavoro e vita familiare nel contesto del cambiamento demografico (Lussemburgo, giugno 2011), il DPO è impegnato a definire e attuare modelli che riescano a coinvolgere alla pari donne e uomini nel lavoro di cura, e ad affermare un welfare territoriale forte di valide reti di servizi. Naturalmente i modelli devono saper aiutare le persone a scegliere, e devono rispondere ai variegati bisogni di cura familiare.

Il DPO si è adoperato per supportare le Regioni soprattutto nel campo del welfare territoriale, per il quale sono fondamentali le politiche di sviluppo urbano che hanno un impatto notevole sull’organizzazione dei servizi per la sicurezza e per la cura, quelli socio-sanitari, culturali e ricreativi, e sulla generale articolazione dei tempi e degli orari delle città. Per mettere a punto buone strategie in materia, il DPO ha fatto realizzare studi specifici sul tema della conciliazione a favore delle quattro Regioni convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) (nota 3), attraverso il Progetto Operativo di Assistenza Tecnica cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (POAT FESR).

In Campania, dove con il PO FESR si è puntato molto alla sperimentazione di modalità per favorire la conciliazione e la riorganizzazione dei tempi delle città, è stato condotto lo studio sui Modelli organizzativi di conciliazione nelle aree industriali PIT e sistemi industriali della Regione Campania. Al cuore dello studio c’è un’indagine molto approfondita, condotta direttamente sul campo, che ha individuato strategie, modelli e azioni positive adottate dal mondo imprenditoriale e da quello istituzionale per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nei tre settori suddetti.

In Sicilia, Regione e DPO già a partire dal 2006 hanno lavorato insieme all’elaborazione di Linee guida per integrare il principio di pari opportunità nella pianificazione strategica (nota 4). Ora il DPO ha realizzato uno studio sulla Definizione di un modello per lo sviluppo di un’analisi comparata dei Piani strategici territoriali nella Regione Siciliana con riferimento al loro impatto sulle pari opportunità. Lo studio ha prodotto, fra l’altro, un modello per misurare la coerenza tra le indicazioni delle Linee guida e la documentazione dei Piani Strategici presentati. Il modello è stato sperimentato su 17 proposte di Piano presentate dai Comuni siciliani, che hanno costituito poi il quadro di riferimento per gli interventi finanziati attraverso l’asse VI sviluppo urbano sostenibile del PO FESR Sicilia 2007-2013.

In Puglia le politiche di pari opportunità sono contenute nella Legge regionale 7/2007. Grazie ad essa si è riusciti ad accorpare diverse fonti finanziarie per dar vita ad azioni territoriali a favore della conciliazione: i Piani dei Tempi e degli Spazi e i Patti Sociali di Genere (nota 5).
Qui si innestano due specifici studi:
A) Linee guida regionali per l’elaborazione dei patti sociali di genere di cui alla L.R. 21 marzo 2007, n.7 della Regione Puglia: un enorme lavoro di analisi e ricerca per l’inquadramento normativo e per l’individuazione delle modalità di contrattazione e concertazione territoriale, dei tipi di intervento ammissibili e del target di utenza destinatario, dei sistemi di finanziamento dei Patti Sociali di genere, delle attività di monitoraggio e valutazione a carico degli Uffici regionali. Le Linee guida, dopo la condivisione con il partenariato socio-economico regionale (così come previsto dalla Legge 7/2007) sono diventate parte integrante della Delibera di Giunta Regionale n. 2473 del 15 dicembre 2009.
B) Analisi delle best practices e redazione di Linee guida per la comunicazione istituzionale in chiave di genere, in attuazione della L.R. 7/2007 della Regione Puglia. Si distingue per la completezza del percorso disegnato per implementare le Linee guida, e per la ricchezza di esempi concreti adatti a promuovere una comunicazione più attenta alle tematiche di genere.

Infine, per le quattro Regioni del Mezzogiorno nel loro insieme, è stato condotto lo studio Integrazione della prospettiva di genere nelle politiche di sviluppo urbano. Il presupposto è che lo sviluppo urbano, declinato in termini di pari opportunità nelle programmazioni FESR, ricomprenda tutte le politiche e gli interventi per una migliore conciliazione tra vita familiare e lavorativa, per l’accesso ai servizi per le categorie svantaggiate, per la partecipazione culturale, sociale ed economica delle fasce deboli (disabili, immigrati, minoranze etniche e religiose, ecc). Quindi lo studio suggerisce come inserire la prospettiva di genere nelle politiche di sviluppo urbano, presentando proposte ed esperienze riutilizzabili nei quattro territori regionali.





NOTA 1 - Ad esempio i progetti specifici sul tema P.A.R.I - Padri Attivi nella Responsabilità Interna della Famiglia e il Progetto Work Family Balance Assessment e le attività portate avanti, attraverso il concorso delle risorse comunitarie, dal PON ATAS 2000-2006, dal Progetto Operativo di Assistenza Tecnica FESR (POAT FESR) e il Progetto Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema FSE



NOTA 2 - L’Intesa, in sinergia anche con gli obiettivi di servizio del QSN per le Regioni del Mezzogiorno (servizi di cura per l’infanzia e per gli anziani), si pone l’obiettivo di rafforzare la disponibilità di servizi e di interventi di cura alla persona e di potenziare i supporti finalizzati a consentire alle donne la permanenza o il rientro nel mercato del lavoro.



NOTA 3 - Il Progetto, nell'ambito dell'Asse II – Obiettivo Operativo II.4 del Programma Operativo Nazionale Governance e Assistenza Tecnica (PON GAT), persegue i seguenti obiettivi generali: - favorire il cambiamento organizzativo delle PA, in funzione di un rafforzamento delle politiche di pari opportunità e di non discriminazione;?- promuovere l'adeguamento delle competenze tecniche delle PA, con l'obiettivo di migliorare e qualificare ulteriormente le policy attuate a livello regionale nei due ambiti di intervento di competenza del DPO.



NOTA 4 - Il Piano strategico è uno strumento accessorio della pianificazione territoriale. Serve a città o gruppi di città per definire le strategie di sviluppo di medio/lungo periodo attraverso un percorso partecipato, superando i limiti dei tradizionali strumenti di pianificazione urbanistica legati al perimetro comunale.



NOTA 5 - Si tratta di accordi su base territoriale tra province, comuni, organizzazioni sindacali e imprenditoriali, sistema scolastico, aziende sanitarie locali e consultori volti a realizzare azioni a sostegno della maternità e della paternità e per sperimentare formule di organizzazione dell’ orario di lavoro nelle pubbliche amministrazioni e nelle imprese private al fine di favorire la conciliazione tra vita professionale e vita privata, promuovendo anche un’equa distribuzione del lavoro di cura tra i sessi.